La storia

Quella che i presiccesi chiamano Corte Soronzi (o Suronzi) è legata a Palazzo Pepe. Le fonti locali ricordano che nel Seicento la dimora apparteneva alla famiglia Pepe, indicata come di origini fiorentine e proprietaria di risorse agricole e produttive (mulino, frantoio, uliveti): un microcosmo economico tipico del Salento dell’olio.

Anche le schede di divulgazione monumentale collocano l’edificio nel nucleo antico tra XVI e XVII secolo, con un portale d’ingresso di pregio e un balcone soprastante: elementi che raccontano un’epoca in cui il palazzo era segno di status, ma la corte restava spazio di vita quotidiana.

Nel corso dell’Ottocento la proprietà cambiò e si frammentò: ed è qui che la corte diventa ancora più interessante, perché si trasforma da “dimora di una famiglia” a luogo condiviso, attraversato, vissuto. Questo è il motivo per cui, durante il presepe vivente, la corte regge benissimo anche senza eccessi: le sue pietre hanno già “registrato” secoli di voci.

Non cercare l’effetto: cerca i dettagli del portale, le ombre nell’androne, il passaggio tra pubblico e privato. È lì che il borgo diventa protagonista.

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Il portale e la corte: un luogo dove storia “alta” e vita semplice si incontrano davvero.

Corte Soronzi (Palazzo Pepe) a Presicce