La storia
A Presicce le case a corte non sono un “tema turistico”: sono un modo di abitare nato per necessità e diventato identità. Le fonti storiche locali descrivono queste corti come nuclei di abitazioni umili, spesso di uno o due vani con cantina, raccolte intorno a uno spazio scoperto dove si svolgevano le attività domestiche. In molte corti non mancano mai due elementi: il pozzo e la pila (lavatoio in pietra). A Presicce la diffusione di queste corti è ricondotta in particolare al Cinquecento.
La corte era una “casa allargata”: qui si impastava, si aggiustava, si raccontava la giornata; si cresceva insieme. Per questo, nel presepe vivente, la corte è già scena: basta poco e tutto torna credibile. Una luce bassa, un gesto di lavoro, un profumo di forno. La scelta di non coprire gli spazi con effetti speciali è coerente: la povertà cristiana della Natività vive bene dove la vita è stata realmente essenziale.
Anche ciò che “non è perfetto” (una parete segnata, un’aggiunta moderna) diventa valore: racconta continuità, non finzione. Il borgo resta protagonista.
Immagine
Una corte tipica: guardala come se fosse una stanza a cielo aperto.